Parigi con i bambini

Posted by parisblogger | Parigi | Thursday 9 February 2012 9:15 am

Il giardino del drago è solo uno delle numerose attrazioni che la futurista città della scienza del Parco della Villette (http://www.cite-sciences.fr/fr/cite-des-sciences/) offre ai bambini, che a volte sono inquietantemente capaci di vivere in tempi lontani che assomigliano al finale di 2001 Odissea nello Spazio. La fantastica e colossale costruzione a forma del leggendairo mostro mitologico compete con luoghi da sogno come il Giardino del Vento e delle Dune, il Giardino delle Isole, il Giardino delle Bambole, il Giardino degli Specchi e l’indimenticabile sottomarino Argonauta.

bambini parigi

All’interno della città della scienza e dell’industria del Parco della Villette si trova un’altra città  che è quella dei bambini, disegnata e progettata per aiutare i più piccoli a scoprire e capire il mondo che li circonda, in questo caso un mondo altamente tecnologico, attraverso un ampissimo programma di attività.

Un altro dei posti preferiti dai più piccoli tende ad essere la visionaria, industrialista e colorata architettura del Centro d’Arte Pompidou, che dispone anche di un’ampia, varia ed estremamente stimolante gamma di attività per i bambini. È inevitabile che uno degli elementi favoriti sia la parte esterna, non solo grazie alla fantasiosa ed evocativa struttura di Richard Rogers e Renzo Piano, ma anche per la celeberrima fontana composta da strutture meccaniche mobili e policromatiche dell’artista svizzero Jean Tinguely, uno dei massimi rappresentanti della cosiddetta arte cinetica e metameccanica dadaista, fontana conosciuta con il nome di  Stravinsky o Fontana degli automi.

Meno automa meccanico, sebbene un tocco di questa ambiguità le sia caratteristico, è il colosso metallico rappresentato dalla celeberrima Torre Eiffel, che, ricevuta nel 1889 in modo estremamente negativo dalla maggior parte dei parigini, tra i quali si trovavano vari famosi artisti  dell’epoca, da molto tempo ormai è uno dei monumenti più visitati del mondo e uno dei preferiti dai bambini, capaci di godere forse più di qualsiasi adulto la vista impressionante offerta dai suoi oltre 300 metri di altezza. Nella torre stessa vengono organizzati programmi di visita speciali per l’infanzia, che riscuotono un successo considerevole.

Nonostante (o forse a causa proprio di questo, nel mondo dell’infanzia l’inconscio va felicemente a briglia sciolta) la speciale predilezione nutrita per lui dai surrealisti, il museo delle cere Grevin è un altro spazio dove si può andare con i bambini, che vi troveranno, collocato nel suo indimenticabile pianeta, una figura del Piccolo Principe, accompagnato dalla volpe e dalla rosa, modellata in modo speciale da Stéphane Barret, che ha usato la tecnologia 3D.

 

 

 

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E per chi ama i fumetti, come resistere a rendere visita al più famoso ed antico personaggio francese nel Parco Asterix, il secondo parco di divertimenti più grande di Francia, che sarà la delizia dei bambini e degli adulti quando affitterete appartamenti a Parigi

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The Rifles a Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Tuesday 7 February 2012 9:15 am

Molte bands ottengono un rapido successo, arrivano al mainstream e riescono a catturare un gran numero di fanatici in pochi mesi. Questo è quello che è accaduto ai ragazzi di The Rifles, che nacquero nel 2004 e rapidamente, con il lancio del loro primo album, divennero noti grazie a  canzoni eccezionali come “Peace & Quiet”, “When I’m Alone” o “Local Boy” per citarne alcune.

the <b>rifles</b> parigi

Il loro disco di debutto, intitolato “No Love Lost” venne presentato nel 2006, seguito nel 2009  da “Great Escape” e, finalmente, da “Freedom Run” che venne lanciato nel settembre del 2011. Il loro ultimo album è il motivo per cui il gruppo sta realizzando un tour mondiale. Con shows in ogni angolo del pianeta The Rigles stanno portando tutte le  loro nuove canzoni ai loro fanatici.

La band attualmente è formata da Joel Stoker alla voce e alla chitarra, Lucas Crowther pure alla voce e alla chitarra, Lee Burgess al basso, Kenton Shinn alla batteria, e alle percussioni in generale, e Dean Mumforn alle tastiere. Loro sono quelli che, con tre dischi, sono riusciti a formare una potente band dai ritmi unici, che fanno ballare ogni volta che si dà il play ai loro dischi. The Rifles nacquero grazie a  Joel Stoker e a Lucas Crowther perchè i due andavano insieme al Redbridge College nel 2003. Entrambi furono allo spettacolo degli Oasis a Knebworth e, ispirati da loro, decisero di formare una band. Il resto è storia.

Maggiori informazioni su: http://www.songkick.com/concerts/10459323-rifles-at-la-boule-noire

La Boule Noire: 120 Boulevard Rochechouart, 75018 Parigi, Francia

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I gruppo arriva a Parigi per esibirsi il 15 febbraio al La Boule Noire. Tutti coloro che desiderano conoscere una delle città più importanti del mondo con alcuni dei migliori musei, monumenti, parchi e, in più, i The Rifles, l’unica cosa che deve fare è affittare appartamenti a Parigi

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Giorgio de Chirico a Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Monday 6 February 2012 9:16 am

Fino al luglio 2012 il Musée d’Art Moderne de la Ville de País mostrerà le opere del pittore italiano Giorgio de Chirico. La mostra sarà incentrata sulla donazione fatta da Isabella de Chirico, vedova del pittore, alla città di Parigi, parte della commemorazione dedicata a lui dalla città.

parigi giorgio chirico

Questa mostra fa parte delle retrospettive dedicate all’opera di de Chirico ed è organizzata per aree tematiche e stilistiche, al fine di mettere meglio in risalto la straordinarietà del suo lavoro. Organizzata in 30 dipinti, 20 disegni e 11 sculture che rappresentano le principali tappe dell’opera dell’artista, la mostra include degli autoritratti, ritratti di Isabella e un nudo della donna. Vi sono anche nature morte e i cavalli in riva al mare.

Giorgio de Chirico nacque a Volos, Grecia, nel 1888. Figlio di genitori italiani, studiò ad Atene e successivamente si trasferì in Germania per studiare all’Accademia di Belle Arti di Monaco, dove si impregna della filosofia di Nietzsche, Schopenhauer e altri rappresentanti del pensiero metafisico. Al suo ritorno in Italia, nel 1909, inizia a realizzare i suoi primi lavori di pittura metafisica, tra i quali L’enigma di un pomeriggio d’autunno.

Il suo sguardo metafisico sull’estetica lo portò a restare affascinato da Torino e dalla sua architettura. Nel 1915, durante la Prima Guerra Mondiale, si trasferisce a Parigi e si arruola nell’esercito. Tutto il periodo antecedente alla fase trascorsa nell’esercito e in guerra è caratterizzato da un’impronta decisamente metafisica, dalla quale nacque la scuola metafisica. I quadri si distinguono per l’utilizzo dei colori e la tematica tetra, che provoca una sensazione di soffocamento che nasce direttamente dall’immaginario.

Dopo la guerra si verifica un cambiamento e iniziano a fare la loco comparsa i manichini, i paesaggi urbani, gli oggetti, in un’interessante sequenza di smembramento degli oggetti. I colori sono fortemente influenzati dal suo spirito mediterraneo.

Molti intellettuali e surrealisti elogiarono l’opera di de Chirico, tra i quali Guillaume Apollinaire, il quale lo introdusse agli ambienti surrealisti, con una risonanza tale da influenzare artisti come Yves Tanguy, Marx Ernst, René Magritte e Salvador Dalí.

Anche se de Chirico abbandonò presto lo stile metafisico per unirsi ad altre correnti, tra questa e il realismo, l’artista continua a essere celebrato dalla critica come pittore metafisico. Nel 1911, fortemente influenzato dalle luci della città di Parigi, comincia a realizzare opere basate sulle rappresentazioni degli spazi urbani, nei quali predominano le sue percezioni sui disegni architettonici. A questo nuovo sguardo estetico si aggiungono le rappresentazioni atemporali, senza contesto, nonché la giustapposizione di opere, propria del surrealismo.

De Chirico è un avanguardista nella pittura, al quale si deve inoltre l’introduzione del concetto dell’imperfezione come parte dell’opera e delle azioni dell’uomo. Nel 1925 pubblica il romanzo L’Hebdomeros.

Per ulteriori informazioni http://www.mam.paris.fr/fr/expositions/presentation-du-legs-isabella-pakszwer-de-chirico

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Alcuni giorni da sogni per iniziare al meglio l’anno nuovo, da trascorrere in appartamenti a Parigi Prenota in tempo e approfitta di tutte le meraviglie che questa meravigliosa città offre ai suoi ospiti.

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Nada Surf a Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Friday 3 February 2012 9:49 am

La musica alternativa e l’indie rock vanno di moda, e molti dei gruppi che hanno iniziato a suonare per poche decine di persone oggi girano il mondo circondati da migliaia di fan. Uno di questi gruppi è Nada Surf, che producono una musica più che interessante, messa in scena alla perfezione da Matthew Caws, Daniel Lorca e Ira Elliot.

nada <b>surf</b> paris

La band ha iniziato nel 1992 ed ha lanciato il suo primo disco inciso in studio nel 1996 con il titolo “High/Low”. Nel 2012 compieranno ben 20 anni, e per l’occasione stanno realizzando un tour mondiale cantando le loro migliori canzoni e presentando “The Stars Are Indifferent To Astronomy”, il loro settimo album, ch verrà lanciato questo mese.

I Nada Surf sono nati grazie a Caws e Lorca, che si sono conosciuti nel liceo francese di New York, città natale della band, e che hanno scelto questo nome perché, secondo quanto dicono i membri, esprime un concetto molto esistenzialista che si riferisce al fare surf sul nulla e all’essere persi nella propria mente. Perchè decisero di formare un gruppo? Perché l’unico momento in cui potevano incontrarsi e stare davvero bene era quando suonavano, componevano e si trovavano con i propri fan.

La band sta realizzando un tour mondiale che prevede vari concerti. Il 14 febbraio arriveranno nella città dell’amore per suonare nel Le Bataclan e presentare a tutti i fan di Parigi il loro ultimo lavoro.

Per maggiori informazioni: http://bataclan.fnacspectacles.com/place-spectacle/manifestation/Pop-rock-Folk-NADA-SURF-BANAD.htm

Le Bataclan: 50 Boulevard Voltaire, 75011, Parigi, Francia

 

 

 

 

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Se vuoi conoscere una delle città più belle del mondo, ricca di arte, cibo delizioso e con i bar più vivaci, l’unica cosa che devi fare è affittare appartamenti a Parigi e goderti non solo i Nada Surf, ma la città intera.

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Concerto di Zazie a Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Thursday 2 February 2012 9:41 am

Non è facile mettere in discussione il fatto che Zaire, in concerto questo 10 febbraio allo spazio Jaques Prevert http://www.infoconcert.com/salle/espace-jacques-prevert-a-aulnay-9165/concerts.html ad Aulnay-sous-Bois, a meno di 14 chilometri dalla capitale francese, è uno dei casi più strani e interessanti del panorama musicale commerciale francese degli ultimi decenni.

concerto <b>zazie</b> parigi

Isabelle de Truchis de Varennes, classe 1964, nome d’arte Zazie, in omaggio alla protagonista di Zazie nel metro, opera maestra dello scrittore surrealista e membro del Collegio di patafisica di Parigi, Raymond Queneau, adattata magistralmente al cinema da Louis Male un paio d’anno dopo la sua pubblicazione avvenuta nel 1959, Zazie ebbe una formazione completa in cui  la musica, materia di cui la sua mamma era professoressa, ebbe un ruolo fondamentale durante tutta la sua infanzia, periodo in cui non solo studiò violino, ma anche il pianoforte e la chitarra ed apprese ad amare i classici della canzone francese come Barbara, Jaques Brel o Georges Brassen che influirono sin da subito sulla sua carriera di compositrice.

Nonostante tutto, fino al 1993, anno del boom del suo single Sucré Salé, che le fece vincere il premio come migliore cantante francese dell’anno, Zazie era più conosciuta per la sua carriera di modella (per questo che le foto per il suo album Made in Love vennero scattate da Mondino) che per quella di cantante, cosa per cui viene iscritta a pieno, assieme a nomi di spicco come Ana Karina, Jane Birkin (per la quale Zazie scrisse una canzone del 1999), Vanessa Paradis o Carla Bruni, nella lunga tradizione francese di modelle diventate imponenti stelle del pop.

Laureata in Psicoterapia, Zazie è una delle più grandi figure della canzone francese, grazie alle sue spiccate doti liriche; il suo grande interesse per l’opera di Peter Gabriel e la World Music (seguendo i passi del cantante britannico, suo primo mentore, registrò i suoi primi dischi in una grotta) furono gli elementi più influenti sulla sua opera fino all’album Rodeo del 2004, in cui cominciò a manifestare un certo interesse per la musica elettronica.

Nonostante sia una delle artisti francese più di successo del paese, la carriera di Zazie non è stata priva di polemiche, soprattutto per le sue canzoni a contenuto erotico maschile. La polemica più grande venne fuori per Un point c’est toi, il cui videoclip divenne immediatamente uno dei più visti in Francia durante gli anni ’90 e fu quasi bandito da una rete televisiva canadese.

 

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Zazie è una delle grandi figure della musica commerciale francese degli ultimi vent’anni; i suoi concerti sono un interessante fenomeno sociologico. Affittate uno degli appartamenti a Parigi in questo periodo e andate vedere uno dei concerti più attesi dell’anno.

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Juliette Greco a Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Wednesday 1 February 2012 9:27 am

Durante il Basso Medio Evo l’unica via di accesso all’Ile della Città di Parigi, primo distretto dell’attuale capitale francese, era costituita da due ponti, le cui entrate erano difese da torri a castelletto. Quello situato a nord era più grande ed evidente a causa della sua forma quasi quadrata e le sue torri spettrali, secondo come vengono definite da quasi tutte le cronache del tempo. Questo castelletto lungo i secoli ha subito varie e truculente metmorfosi, grazie alle quali arrivò a diventare la sede del Municipio di Parigi, con una delle prigioni più temute dai parigini, dotata di terrificanti sale di tortura che rendevano ancora più sinistra la già macabra reputazione dell’edificio, che visse la sua ascesa fino alla distruzione finale avvenuta nel 1808 per volontà di Napoleone.

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Quelli che conobbero l’edificio durante quel periodo avrebbero avuto difficoltà a credere che, circa mezzo secolo dopo, su di esso sarebbe stato costruito il bellissimo Teatro del Châtelet, con riferimento e come tributo storico al castelletto iniziale. Dedicato interamente alla musica, si tratta di un edificio dalla bellezza armoniosa di ispirazione palladiana, disegnato dall’architetto Gabriel Davioud nel contesto dei piani di riforma urbanistica auspicati dal Barone Haussmann, che voleva trasformare l’aspetto della città al fine di favorire il libero flusso di mercanzie voluto dalla novella società capitalista, e di impedire la formazione di barriccate in possibili future rivoluzioni.

I suoi graziosi interni non solo sono scenario annuale della consegna dei prestigiosi Premi Cesar del cinema francese, ma sono stati anche testimoni di alcuni dei momenti più decisivi delle avanguardie artistiche, teatrali e musicali dei primi due decenni del ventesimo secolo, quali le rappresentazioni dei balletti russi di Diaghilev e le prime di opere fondamentali come Petrouchka di Stravinsky e Parade di Erik Satie e Jean Cocteau con costumi e scenografia di Picasso.

Fu avanguardista anche l’uscita, nel 1959, del grande romanzo surrealista Zazie nel Metro (che racconta le avventure a Parigi di una bambina di provincia che per due giorni sfugge alla vigilanza degli adulti, ed esplora fino a limiti insospettabili le opportunità offerte dalla città e dal linguaggio) dello scrittore Raymond Queneau, membro speciale del Collegio di Alti Studi Patafisici di Parigi e co-fondatore del mitico Laboratorio di Letteratura Potenziale Oulipo, il cui adattamento musicale sarà messo in scena presso il Teatro del Châtelet in una funzione unica, il prossimo cinque febbraio.

Il piatto forte del programma del mese, tuttavia, sono indiscutibilmente i concerti che la leggenda vivente della chanson francaise Juliette Greco darà nel Châtelet dal 6 all’8 febbraio http://www.chatelet-theatre.com/2011-2012/juliette-greco,639

 

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Il palcoscenico del Châtelet è uno dei pochi all’altezza di Queneau e Greco, artisti che fanno parte della storia e della cultura francese del XX secolo. Vieni a conoscerli quando affitti appartamenti a Parigi

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Il nuovo Museo Orsay di Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Tuesday 31 January 2012 11:12 am

Si dice che una notte agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso Orson Wells stesse cercando, guardando  dalle finestre della sua stanza dell’ Hôtel Meurice, l’aiuto o la consolazione della luna. Aveva passato mesi disegnando scrupolosamente l’ambientazione scenica del suo adattamento del Processo di Kafka per raggiungere l’effetto visivo desiderato, ma aveva appena ricevuto la notizia che non avrebbe avuto il denaro per costruirla.

musee orsay

Forse tra le lacrime gli parve allora di vedere non una, ma due lune piene. Si rese presto conto che queste forme corrispondevano alle due facce dell’orologio della stazione dei treni abbandonata di Orsay, costruita nel 1900. Al che pare prese immediatamente un taxi, obbedendo alla sua chiamata.

Lì, superate le sue porte intorno alle quattro del mattino, incontrò tutto ciò di cui aveva bisogno per girare il suo film, il mondo di Kafka intatto: le officine degli avvocati, i tribunali di giustizia, i corridoi interminabili.. in uno stile architettonico, più tardi definito dallo stesso Wells “modernismo alla Jules Verne”, che non poteva accordarsi meglio all’estetica dello scrittore ceco.

Ma il regista scoprì qualcosa di forse ancor più importante. Ebbe infatti  la sensazione che se la stazione era un luogo così bello da fotografare era in gran parte dovuto al fatto che era pieno di dolore e  sofferenza. Il tipo di dolore e sofferenza che si accumula in un luogo in cui la gente aspetta, e che il Processo era forse soprattutto un libro sull’attesa, che aspettare che qualcuno compili o metta un timbro su un foglio non è molto distinto dall’aspettare un treno, con tutta l’angoscia e la tragedia che questo fatto può comportare se per esempio, come nel caso della stazione d’Orsay, da lì erano partiti treni verso i campi di concentramento nazisti- gli stessi nazisti che avevano fatto bruciare i libri di Kafka.

Dal primo dicembre del 1986 la stazione d’Orsay è un Museo http://www.musee-orsay.fr/ dedicato alle arti plastiche del XIX secolo il cui piatto forte è la sorprendente collezione di dipinti impressionisti, che la rendono una della maggiori attrazioni turistiche della città. Per commemorare il recente 25º anniversario è stato portato a termine uno starordinario lavoro di restauro dell’edificio che, oltre ad aggiungere nuove sale e una caffetteria di grande  impatto disegnata da Humberto e Fernando Campana,  implica una rivoluzione completa- basata sull’uso di luci elettriche di nuova generazione che riproducono lo splendore della luce solare e grazie ad un grigio speciale per le pareti  che acquisicono toni rossastri o verdastri a seconda della luce- nel modo di esporre i quadri, i cui colori vengono fatti risaltare in modo insospettabile e favoloso.

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La trasformazione è magnifica, quasi magica si potrebbe dire. I nuovi colori e l’illuminazione creano un’atmosfera intima che Guy Cogéval, direttore del museo, ha definito come il cuore palpitante delle gallerie. Forse vorrà scoprirlo da sé quando affitterà appartamenti a Parigi

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Moulin Rouge Dinner Show a Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Thursday 26 January 2012 9:20 am

Nell’adorabile La chanson des fortifs l’ineguagliabile Fréhel rifletteva sul passare del tempo e si domandava che ne era stato di cose come le canzoni dell’un tempo  popolare Aristide Bruand, contemporaneo della prima epoca del Moulin Rouge, che fu immortalato, come il mitico locale, nei poster del suo amico Toulouse-Laurec, forse il cronista grafico per eccellenza del paradossale e affascinante periodo decadente della fine di quel secolo e della Belle Epoque.

moulin-rouge-dinner-show-paris

La stessa Fréhel, grande stella della generazione successiva a Bruand, profetizzava l’inevitabile scomparsa di tutti  i componenti di questa straordinaria epoca parigina, la cui atmosfera catturò in modo insuperabile Marcel Proust in un libro infinito, che contemplava tra altre cose la nascita del cinema, la prima apoteosi del design  industriale, l’arrivo dell’automobile, gli sports e altre forme di culto della velocità, il giapponesismo, la teosofia, le avanguardie, la musica impressionista, il trionfo estetico dei balletti russi di Diaghilev e, grazie all’affascinante flora, fauna e teratologia immaginaria suggerita dalle bocche della metro disegnate da Grimard, la trasformazione della superficie  della città in un paesaggio incantato, ricoperto di ingressi terribili e magici allo sconosciuto che andarono a formare uno scenario ideale per l’avventura urbana patafisica e surrealista.

Menzionando forse altri elementi, la canzone di Fréhel annunciava l’inevitabile scomparsa di tutto ciò, ma anche quella di tutti gli eroi, oggetti e mode successive, includendo naturalmente la sua. Ma offriva anche una consolazione dicendoci che, nonostante il tempo faccia cadere le fortificazioni più solide, sempre esisteranno canzoni .Averroè,  per bocca di Borges, avrebbe offerto decenni più tardi una consolazione maggiore contro il dolore che sorge  di fronte all’impermanenza essenziale delle cose, confidando nel fatto che “il tempo che spoglia le regge, arricchisce i versi”

Nonostante tutto il mitico Moulin Rouge (http://www.moulinrouge.fr/index_gb.php#/histoire/) continua a rimanere in piedi 120 anni dopo la sua apertura, responsabile principale, insieme ad altri cabarets di Butte Montmartre, della crescente attrazione per il sapore proibito del quartiere, nonostante le aspettative create nel 1891 per la costruzione della Basilica del Sacro Cuore che facevano presagire un genere di richiamo decisamente più devoto per questa zona del nord di Parigi, tanto decisiva nella storia dell’arte contemporanea. Forse non è mai stata inscenata con tanta eleganza, bellezza e precisione l’eterna tensione tra cielo ed inferno.

E’ stato rivitalizzato fino a ritornare al suo antico splendore come tempio del Music-Hall a partire dagli anni sessanta del ventesimo secolo e ora poche cose possono essere comparate ad una cena al Moulin Rouge (con una scelta di cinque menù diversi, naturalmente annaffiati  da champagne) mentre si assiste ad uno dei migliori spettacoli di rivista e cabaret del mondo (cancan, inutile dirlo, incluso).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Oltre al lusso di occupare un posto in uno degli ambienti più favolosamente evocativi della Belle Epoque della città che in quel periodo si sentì il centro del mondo stesso, quando si affittano appartamenti a Parigi ci sono pochi programmi più seducenti.

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Arctic Monkeys a Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Tuesday 24 January 2012 9:26 am

Gli Arctic Monkeys, una band inglese, formatasi a Sheffield, Inghilterra, nel 2002, per un tempo è stata la grande stella di MTV, lancia il quarto album e comincia un nuovo tour mondiale per la sua promozione. Il lavoro, intitolato Suck it and see, continua la linea musicale della band e l’uso di un linguaggio diretto, critico, con humor e per alcuni un po’ maleducato, caratteristica degli Arctic.

arctic <b>monkeys</b> paris

L’album di debutto della band, Whatever people say I am, that’s what i’m not, del 2006, li porta al numero uno delle classifiche dei single inglesi e a vendere nella prima settimana un altissimo numero di album. Il sound indie tipico della band genera un vero successo che li ha portati nel giro di poco tempo ai primi posti delle classifiche mondiali e a ricevere numerosi premi. Il secondo disco del gruppo, Favourite worst nightmare, uscito nel 2007, non fa altro che aumentare la fama degli Arctic: nel 2008 li porterà a vincere il premio per il miglior album britannico nei Brit Awards.

Gli Arctic Monkeys sono senza ombra di dubbio una delle band che è riuscita a raggiungere nel giro di poco tempo le vette delle classifiche e a vendere numerosi album; ma sono resistiti e non sono caduti sotto lo spettro del successo. Di sicuro non si sono adagiati sugli allori e hanno prodotto 4 album nel giro di soli 5 anni, tra cui l’ultimo quest’anno che li porterà a Parigi il prossimo 31 gennaio. Il concerto comincia alle 19:30. Consulta il prezzo sul sito qui sotto.

Per maggiori informazioni: http://concertful.com/concert/arctic-monkeys/paris_27686

 

 

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Un viaggio a Parigi è sempre un piacere in qualsiasi stagione dell’anno: affitta uno degli appartamenti a Parigi e non ti perdere il concerto degli Arctic Monkeys il prossimo 31 gennaio.

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Scrittori maledetti a Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Monday 23 January 2012 9:18 am

Uno degli esempi più antichi di scrittore delinquente è François Villon, scrittore provocatore vissuto nel XV secolo e precursore dei poeti maledetti Rimbaud, Baudelaire e Verlaine. Trascorse lunghi periodi in carcere e fu salvato dalla pena di morte solo grazie alla concessione dell’esilio. Si circondò di tutta la malavita del tempo, ladri, assassini, truffatori.

scrittori maledetti parigi

Per continuare con i francesi: Jean Genet, ribelle contro la società a lui contemporanea, fece del delitto la sua religione. Iniziò con il carcere quando era ancora solo un adolescente ma già un autentico ladro. Vagabondo, mendicante, prostituto, apertamente omosessuale, è riconosciuto come uno dei migliori scrittori del secolo XX.

Al filosofo marxista dell’Algeria francese, Louis Althusser, fu diagnosticata una psicosi maniacale depressiva, per cui trascorse diversi periodi in ospedali psichiatrici. In delirio di follia strangolò la moglie. Non fu mai incarcerato grazie all’intervento di alcuni intellettuali di sinistra.

Uno dei casi più famosi di scrittore delinquente è quello di William  S. Burroughs, riconosciuto come membro della beat generation, nonostante il suo carattere indomito e la sua contro-culturalità rendano impossibile una classificazione per questo autore. Politossicomane, ma non solo votato alle droghe, bensì alle armi, al sesso e con ossessioni da pederasta, non si pentì mai né si scusò. Uccise la moglie Joan Vollmer con uno sparo alla testa quando, molto alcolizzata, le inscenò una simulazione di Guglielmo Tell.

La scrittrice inglese Anne Perry (Juliet Hulme) pianificò ed eseguì con la sua amica Pauline l’assassinio della madre di questa. Aveva soli 16 anni. Uccisero la donna con un mattone dandole 45 frenetici colpi. La giovane età evitò alle due ragazze di essere condannate. Juliet cambiò il suo nome quando si trasferì negli USA, dove si mise a scrivere romanzi criminali.

Il francese Maurice Sachs fu un truffatore, ladro e rinomato seduttore di entrambi i sessi. Finì con l’essere membro della Gestapo e si racconta sulla sua morte che dopo essere stato linciato il suo corpo fu gettato in pasto a cani famelici.

Un altro esempio completamente diverso è il delinque statunitense Jack Henry Abbot, condannato per omicidio. Durante il suo soggiorno in prigione scrisse una lettera allo scrittore Norman Mailer, offrendogli il suo aiuto per fare luce sul mondo delle violenze all’interno dei carceri statunitensi. Mailer scriveva allora “La canzone del carnefice”, che narra la storia di un carcerato che lotta affinché non gli venga commutata la pena di morte. Mailer restò stupefatto dalla lucidità di Abbot e lo aiutò a pubblicare il libro “Nel ventre della bestia” e a farsi commutare la pena. Poche settimane dopo aver ottenuto la libertà condizionale uccise un cameriere infilzandogli un coltello nel petto. Tornò in carcere e finì suicida nella propria cella.

La lista degli scrittori delinquenti è molto più lunga e include personaggi famosi come Jack Black, Chester Himes, Hugo Collins, Krystian Bala, Álvaro Mutis, Segiusz Piasecki, Alfonso Vidal y Planas e José León Sánchez.

Di tutti questi abbiamo testimonianze di delitti pervenuteci attraverso i loro libri.

Ara Only-apartments AuthorAra

Parigi è una città letteraria nella quale si sono formati molti geni della letteratura dell’ultimo secolo. Venire a visitarla e prendere in affitto appartamenti a Parigi significa immergersi in questa città culla della letteratura.

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