Gli ingressi della metro Parigina di Hector Guimard

Posted by parisblogger | Parigi | Tuesday 30 August 2011 8:17 am

Sulla scia dell’Esposizione Internazionale del 1889, della cui importanza per il futuro della città continuano a testimoniare eloquentemente ancora oggi le 330 metro della torre Eiffel, gli ultimi anni del diciannovesimo secolo a Parigi furono caratterizzati da un persistente e fantasioso impegno nel ricercare soluzioni efficaci per i crescenti problemi che portava con sè lo sviluppo di una delle città più moderne e popolose del mondo occidentale.

metro hector guimard paris

Questo sforzo si tradusse in un nuovo modo di disegnare tanto gli interni che gli esterni, tanto gli spazi pubblici che quelli privati, in una maniera che rifletteva l’interesse progressivo nei materiali e nelle forme caratteristiche del periodo, veicoli che si conformavano a uno stile decisamente fantasioso e sognatore che non a caso è passato alla storia con il nome di Art Nouveau, tanto repentino e radicale fu il cambiamento che portò rispetto all’architettura e al disegno precedente.

Una delle caratteristiche principali dei nuovi tempi fu la sparizione di ogni tipo di gerarchia tra le differenti discipline artistiche, che hanno poi cominciato a situarsi su uno stesso piano dove prevalessero le sensazioni sinestetiche, e l’emergenza e la promozione inarrestabile delle cosidette arti decorative che, rivitalizzate dall’appoggio ricevuto da parte del mondo della pubblicità e di quello del commercio, raggiunsero un’importanza straordinaria. Il mondo dell’arte e il mondo dell’industria non erano più percepiti come sfere separate, anzi la loro compenetrazione e convivenza veniva vissuta come una realtà aperta alla concorrenza internazionale e alle scoperte scientifiche.

Prima di tutto prevaleva la convinzione nella necessità di creare uno “stile moderno” che non si fosse rivelato in netto contrasto con il passato. Sapendo questo, non è difficile capire che per molto tempo Hector Guimard (1867 – 1942), che non lasciò nessuna scuola o discepolo che potesse portare avanti la sua eredità artistica, sia stato sensibilmente sottovalutato, nonostante fu con tutta probabilità uno degli architetti più rivoluzionari del periodo, e forse quello che più di tutti rispose alle sue domande ed esigenze, la maggior parte delle quali concernevano il miglioramento dello stile di vita e delle condizioni delle prospere classi medie (per loro costruì case e appartamenti che non erano nè eccessivamente cari nè troppo stravaganti, e creò nuovi e più luminosi spazi interni decorati con colori brillanti).

Si può dire che Guimard si convertì nell’emblema di un nuovo tipo di architetto disegnatore, stagliandosi al centro di una netta linea divisoria che separava gli architetti vincolati alle forme e ai metodi tradizionali, che rifiutavano nettamente i suoi progressi, e quelli interessati a lavorare in maniera indipendente alla creazione di nuove forme di disegno degli interni, che lo consideravano un visionario.

Anche se non partecipò all’esposizione universale del 1900, epicentro dei cambiamenti che stavano producendosi, ridefinì sicuramente l’aspetto della città attraverso il disegno delle entrate delle metro, un esempio ulteriore dei nuovi materiali e forme prefabbricate.

 

 

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Di forme varie e affascinanti (bulbose, vegetali, esuberanti, organiche, tentacolari, enigmatiche, a volte interi padiglioni di cristallo smerigliato), nell’attualità rimangono più di 80 di quelle opere d’arte che hanno contribuito come forse nessun’altra cosa a creare l’immagine della città agli inizi del XX secolo. Come fecero i surrealisti, lasciatevi meravigliare da loro quando affitterete appartamenti a Parigi

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Charlotte Perriand nel Petit Palais di Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Thursday 18 August 2011 8:02 am

Il Petit Palais di Parigi presenta la mostra sull’architetta, designer e fotografa avanguardista: Charlotte Perriand 1903 – 1999 dalla fotografia al disegno, aperta fino al 18 settembre.

charlotte <b>perriand</b> paris

La mostra, curata congiuntamente da Gilles Chazal, responsabile generale del Petit Palais, Pernette Perriand-Barsac e Jacques Barsac e dal Responsabile dei Musei della Città di Parigi Silvano Lacombre, rende omaggio alla donna che ha innovato i concetti del saper vivere e dell’estetica architettonica, e che si dedicò anima e corpo alla ricerca nel design creando mobili e realizzando meravigliose fotografie.

Charlotte Perriand fu una geniale architetta, inquieta e avanguardista. Alla ricerca di una nuova estetica che riunisse la qualità di vita con l’estetica, ruppe con le rigidità accademiche e si unì allo studio di Le Corbusier e Pierre Jeanneret, dando briglia sciolta alla ricerca su nuovi materiali che trasformassero i concetti formali dell’architettura, e migliorassero il concetto dell’abitare sotto il segno del benessere.

Perriand si laureò in architettura presso l’Istituto Cenrale di Arti Decorative di Parigi Nel 1924 sorprese la critica nel Salone d’Autunno di Parigi, presentando un nuovo concetto di design con l’incorporazione di materiali industriali, con il suo Bar con tetto d’acciaio cromato ed alluminio  cromado ed aluminio inossidabile.

Il suo incontro con Le Corbusier ePierre Jeanneret la portò a lavorare al disegno d’interni. Nel 1929 Jeanneret la incaricò del disegno del progetto Dotazioni per la stanza per il Salone d’Autunno di quell’anno. Scaffali, sedie e tavoli sono nuovi oggetti di design che sorprendono per la funzionalità, estetica e comodità.

Sebbene nel suo lavoro il disegno di oggetti che dessero confort fosse importante, non smise mai di ricercare nuove forme e materiali per la costruzione di case popolari che risolvessero il fondamentale problema della qualità di vita dei settori più svantaggiati della popolazione.

Nel 1929 fonda l’Unione degli Artisti Moderni insieme ad altri disegnatori, con i quali partecipa alla ricerca di nuovi materiali per lavorare al design moderno, che rappresentò sempre la base della sua permanente inquietudine.

Nel 1933 partecipò al manifesto che Le Corbusier e trenta altri architetti presentano al IV Congresso dei CIAM di Atene, in cui vennero esplicitate le nuove richieste della società più umana, segnalando che “La necessità di una nuova architettura, che venga incontro ai bisogni materiali, sentimentali e spirituali della vita contemporanea” rappresentava il cammino da seguire.

Perriand non si tirò indietro davanti all’impegno politico di sinistra e nel 1935, epoca del Fronte Popolare, partecipò a varie mostre denunciando nelle sue opere d’installazione di design la miseria che dominava gran parte di Parigi. Nel Salone delle Arti Domestiche di Parigi creò un fotomontaggio intitolato La Grande Miseria di Parigi, che toccò per la prima volt ail tema dell’urbanismo, mostrando la crescita senza regole della città e le sue conseguenze sulla miseria.

Per maggiori informazioni: http://www.petitpalais.paris.fr/fr/expositions/charlotte-perriand

 

 

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Charlotte Perriand non fu solo un’architetta, designer e fotografa: ripensò il concetto di città e di qualità della vita. Quindi se ti trovi negli appartamenti a Parigi scappando dalla routine, un bel piano per il tuo svago potrebbe essere quello di andare a conoscere l’opera di questa donna avanguardista e sensibile.

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Karsten Födinger / Cantilever al Palais de Tokyo di Parigi

Posted by parisblogger | Parigi | Friday 11 March 2011 9:17 am

Fino al 27 marzo, il Palais de Tokio presenta l’opera Cantilever dell’artista concettuale tedesco Karsten Födinger. Così come indica il titolo dell’opera, Födinger occupa lo spazio come una staffa immaginaria, seguendo l’insegnamento di uno degli scultori più riconosciuti del XX secolo, Richard Serra.

karsten fodinger

Innovatore y coraggioso, Födinger costruisce la sua opera su scarti-frammenti di gesso e pezzi di compensato tirati a caso sul pavimento. Ogni elemento mette a contrasto la materia con il vuoto, stampando in tale dualismo il concetto dei tempi creativi e delle difficoltà dell’artista per arrivare all’obiettivo finale: l’opera.

L’uso di materiali semplici, di scarto come bulloni, cemento, frammenti di costruzioni, riassume la transitorietà degli oggetti e la trasformazione che il tempo regala usando il materiale, creando un mondo di concetti dall’inutilizzabile. Il suo lavoro dà la sensazione di qualcosa di inconcluso, incita lo spettatore e si domanda sul tempo del reale e dell’immaginario.

In questi semplici materiale stampa la sua origine, il suo tempo personale, sociale e storico che viene dalla modernità, la cui estetica si relaziona alla costruzione delle opere pubbliche, solide, monumentali, a grande scala e con materiali poco raffinati.

Come Serra, Födinger analizza l’interazione che esiste tra l’energia e l’equilibrio tra gli spazi contigui all’opera, e in essi installa gli oggetti che lo connettono con la percezione dello spettatore. Così lo esprime nell’opera Candilever, che, come suggerisce il titolo, sembra un taglio effimero di una strada in costruzione. È costruita con placche di ferro pesanti sostenute da debolipiedi metallici, che danno la sensazione di essere sospesi dalla grossa costruzione invece che di supportarla. Al suolo ci sono cose, e nelle pareti bianche alcuni piccoli quadri. L’opera ci connette immediatamente con l’illusione poetica della debolezza e della forza, trasportandola al tema del potere e della realtà. Qualsiasi potere si fonda sulla debolezza di una controparte, si sostiene su molti che lo sostengono.

Födinger è un interessante artista concettuale, in cui possiamo vedere che l’idea è più importante dell’opera stessa, e nella sua scenografia fonda il concetto che interagisce e si concretizza con lo spettatore. Evitando i limiti che impongono i musei e le sale d’esibizione d’arte, realizza interventi su costruzioni, che creano un dialgo architettonico urbano circondando lo spazio, e creando tensione nella struttura e nel disegno.

Questogiovane ed interessante artista tedesco ha iniziato alla grande, e la sua prima mostra nel Palais de Tokyo lo dimostra. La critica lo ha già consacrato come la versione 2000 di Richard Serra, collocandolo tra gli artisti più importanti della scultura concettuale.

Per maggiori informazioni: http://www.palaisdetokyo.com/fo3/low/programme/

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Se ti piace Parigi in primavera, questa è una buona ragione per goderti la città dell’amore e dell’arte visitando la mostra e rif;ettendo sui molti concetti che questo artista esprime in ogni opera. Per l’amore, niente di megio che godertelo negli appartamenti a Parigi

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Sara Frau Only-apartments TranslatorTradotto da: Sara Frau

De Stijl y Piet Mondrian al Centro Pompidou

Posted by parisblogger | Parigi | Tuesday 8 February 2011 10:09 am

Il Centro Pompidou organizza la più grande retrospettiva sul pittore olandese Piet Mondrian mai realizzata fino ad adesso. Una particolare attenzione sarà dedicata ai legami del pittore olandese con il movimento artistico De Stijl che ha marcato l’arte moderna con le sue reti nere su tela bianca spruzzati con piccoli quadri composti dai colori primari. La mostra, aperta fino al 21 marzo è la prima di tali dimensioni organizzata in Francia.

piet mondrian

De Stijl, che in olandese significa stile, era una rivista dedicata alle arti plastiche fondata da Piet Mondrian e Theo van Doesburg nel 1917 e che si protrasse fino al 1931. Intorno ad essa si riunirono diversi artisti che pubblicarono manifesti, critiche e teorie che esigevano una trasformazione radicale delle arti e che avrebbero sostituito la tradizionale arte illustrativa per un arte più vicina a se stessa, senza legami con il mondo degli oggetti o la riproduzione figurativa.

Questo stile è stato battezzato dallo stesso Mondrian come neoplasticismo ed era teso a raggiungere l’obiettività reale, liberando l’opera d’arte dalla sua dipendenza dalla percezione individuale momentanea e dal temperamento dell’artista.

Mondrian era la figura centrale e la più celebre del movimento De Stijl, sempre alla ricerca dell’armonia plastica, di un linguaggio universale fatto di forme e colori primari che va ben oltre la pittura.

Piet Cornelis Mondrian nacque ad Amersfoort il 7 marzo 1872 e studiò all’Accademia di Belle Arti di Amsterdam. La sua prima tappa pittorica s’iscrive nel naturalismo e nel simbolismo, influenzato dalle correnti pittoriche dell’epoca.

Diede i primi passi nel mondo dell’astrazione influenzato dal cubismo di Picasso e Braque  e si trasferì a Parigi nel 1911. Nel 1913 la sua carriera iniziò ad acquisire notevoli riconoscimenti. Il poeta Guillaume Apollinaire, ideologo della causa cubista elogia l’originalità dell’opera che Piet presenta nel XXIXa  edizione del Salone degli Indipendenti. Nel suo appartamento di Beaubourg, nella rue 26 del quartiere di Montparnasse, sviluppa una particolare visione del cubismo sintetico che mostra una chiara tendenza all’astrazione.

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1914) lo riporta ad Ámsterdam, dove conocse Theo van Doesburg con il quale inizia una relazione di lavoro intellettuale che li porta a fondare la rivista De Stijl che influenzerà definitivamente la sua vita e la sua arte.

Dopo aver risieduto diversi anni a Parigi e Londra, nel 1940 si trasferisce a New Yor, dove la sua arte sarà fortemente influenzata dalla vita urbana della metropoli. Qui inizia la sua tappa costruttiva del colore, le cui opere più rappresentative sono Broadway Boogie-Woogie e Victory Boogie-Woogie. Una polmonite mette fine alla sua vita nel 1944.

 

 

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Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Mondrian  cambió l’arte moderna.La sua influenza comprende la pittura, la scultura, il disegno grafico, la moda e l’architettura. Se si trova a Parigi e vorrebbe conoscere la sua opera estetica, può visitare il centro Pompidou e godersi la città al massimo per poi riposarsi presso gli appartamenti a Parigi 

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Sodapop Only-apartments TranslatorTradotto da: Sodapop
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Dreamlands: la città vista come un parco di divertimenti

Posted by parisblogger | Parigi | Wednesday 28 July 2010 10:27 am

La Galleria 1 del Centro d’Arte Contemporanea Pompidou ospita fino al prossimo 9 agosto la mostra “Dreamlands”. Si tratta di una mostra che s’interroga sui processi urbanistici di grandi città come New York o Tokyo.

mostra-dreamlands

Fino alla fine del secolo XIX la cosiddetta architettura dello spettacolo e del divertimento si limitava agli spazi delimitati delle Esposizioni Universali e dei parchi di divertimento, ma nel corso del secolo XX è stata applicata a schemi di sviluppo urbano.

Il titolo della mostra fa riferimento ad un parco di divertimenti sull’isola di Coney Island, che nel 1978 fu indicato come incubatrice della Manhattan moderna.

Generalizzando l’uso della copia e dell’artificio, giocando con un’estetica d’accumulazione e di collage, manifestando la volontà di abolire le regole spaziali e temporali, le “Dreamlands” hanno condizionato l’immaginario artistico, architettonico ed urbanistico del secolo XX.

Dai progetti utopici degli anni 60 e 70 si è passati ad un’urbanistica contemporanea che ha contribuito ad una profonda modifica della nostra relazione con il mondo e la geografia, il tempo e la storia, le nozioni di originale e copia, offuscando le frontiere tra l’arte, il kitsch e il divertimento.

Per i primi parchi divertimenti di Walt Disney si sviluppò nel corso degli anni 50 il concetto di “imagineering”, ingegneria dell’immagianario di un nuovo genere che subordina il programma architettonico ad un racconto, ad una storia, alla fiction. Queste stesse ricette si applicano adesso ai piani di sviluppo d’intere città, come Las Vegas, Shangai o Dubai.

Si tratta evidentemente di un’evoluzione che dimostra la crescente porosità del reale e della fiction, portando all’invasione contemporanea dello story telling, sulla base del modello anglosassone. Oggi lo stiamo sperimentando tutti, nella vita di ogni giorno. Per chi si sta godendo gli appartamenti a Parigi ed è interessato ai temi dell’urbanistica contemporanea, può visitare la mostra da lunedì a domenica (tranne i martedì) dalle 11 alle 21.

Vivi come la Famiglia Reale a Versalles

Posted by parisblogger | Parigi | Monday 26 October 2009 11:04 am

Se può esistere un simbolo intrinsicamente vincolato alla regalità e alla ricchezza, questo è sicuramente il favoloso Palazzo di Veralles, vicino a Parigi.
Tra i suoi inquilini si annoverano Luigi XIV (i Re del Sole), il marchese di Lafayette e Maria Antonietta. Vieni ad esplorare questo luogo dove la storia si nasconde dietro ogni angolo.

Luigi XII acquisì questo luogo nel secolo XVII e da allora diventò la casa della famiglia reale. Dopo la Rivoluzione Francese l’arredamento e la collezione d’arte furono confiscate e il palazzo si trasformò in un museo. Durante i secoli
successivi Versalles fu utilizzata per diverse finalità, ma al giorno d’oggi ospita un museo, anche se a volte vi si svolgono incontri politici.

Il palazzo ha all’incirca 700 stanze e più di 2.000 finestre, senza contare il suo enorme giardino, le residenze di Maria Antonietta, il Grande Canale e il Lago Svizzero. Avresti bisogno di un giorno intero per vedere tutto. Il salone più famoso è il Salone degli Specchi, per dove passava ogni giorno Luigi XIV per percorrere a piedi la distanza tra la sua stanza e la cappella. É qui dove si firmò il Trattato che pose fine alla Prima Guerra Mondiale e questa sala viene ancora utilizzata per ricevimenti e visite ufficiali.

Mettiti gli occhiali da sole prima di entrare nella Camera della Regina: l’enorme quantità d’oro brillante ti accecherà completamente. Alla sinistra del letto si trova la porta segreta (difficile da trovare per via della abbondante decorazione) attraverso la quale fuggì Maria Antonietta dopo che alcuni contestatori invasero il palazzo.

Il tracciato del giardino ha richiesto un’incredibile mole di lavoro, considerando che la zona è piena di boschi. Prendi una mappa prima di addentrarti, perchè ha quasi 800 ha. I boschi nei dintorni sono incantevoli, specialmente i Rocaille Grove. L’acqua scende a cascata sui depositi che provenivano dalle coste dell’Africa. Durante il regno di Luigi XIV fu usato come un salone da ballo all’aria aperta. Le residenze di Maria Antonietta ci rivelano parte della sua vita privata. Lei viveva come voleva e accettava visite solo da parte di chi aveva invitato. Ad eccezzione della maestosa scalinata di marmo, gli interni sono piuttosto discreti.

Dal 20 ottobre al 7 febbraio vi si tiene una mostra speciale su Luigi XIV, che ci propone di scoprire l’uomo dietro il mito. Ce lo ricordano come il Re Sole. Questa mostra riunisce le opere da lui amante (quadri, gioielli, sculture…) in un tentativo di avvicinarci alla sua personalità. Era un entusiasta del’arte: questa esposizione è la prima nel suo genere.

Sei un grande fan della tragedia di Maria Antonietta? Ti piacerebbe camminare per i corridoi e le stanze del mondoo regale? Visita il Palazzo di Versalles durante il tuo viaggio a Parigi. C’è forse un posto migliore per dormire che il tuo proprio palazzo? Alloggia in Appartamenti a Parigi e goditi un soggiorno reale.