L’Invention Du Sauvage a Parigi
A partire dalla scoperta dell’America, l’Europa è sempre stata affascinata da quel ¨Nuovo Mondo¨ prima creduto impossibile, quel nuovo mondo ¨selvaggio¨. Le fantasie dei racconti, della letteratura di viaggio e dei miti imporvvisamente divennero realtà di fronte alla scoperta della foresta amazzonica, dei templi Incas, Maya e Atzechi, delle tribu nomadi dell’America del Nord, le montagne tropicali, i fiumi e i paesaggi lunari, ricchezze, cibi nuovi e nuove spezie. Sappiamo bene ciò che è accaduto nelle colonie, e conosciamo lo sfruttamento indiscriminato che è venuto dopo. Conosciamo la schiavitù, gli abusi e gli stupri, la discriminazione ed i massacri di intere popolazioni con la scusa della ¨civilizzazione¨ e dell’importanza della ¨religione¨ e del suo potere di ¨purificazione¨.

L’America è stata l’ultima grande scoperta che ha segnato un cambiamento radicale nella concezione della composizione del mondo. Già da molto tempo l’Europa aveva una fissazione per l’Africa, l’Asia e il Medio Oriente in quanto terre dalla natura esotica e mistica, dove esistevano diverse colonie. Con il passare dei secoli le cose sembrano essere cambiate, i diritti umani si sono diffusi in tutto il mondo, ed oggi ci troviamo davanti a un comportamento selvaggio di diverso tipo, corporativo, che distrugge intere regioni del Sud America con il pretesto di trovare combustibile e legno, che provoca guerre in Medio Oriente per la mancanza di petrolio e la crisi economica mondiale. E siamo al corrente anche delle varie discriminazioni subite dagli immigrati, o a causa della razza, del sesso o dell’apparenza esteriore. Il concetto di ¨selvaggio¨ perde così la sua connotazione umana e diventa un elenco di numeri, commercializzandosi.
L’arte contemporanea attuale approfitta di questi dibattiti e conflitti per lucrarci sù. Molti nuovi artisti usano indiscriminatamente certe condizioni marginali o periferiche nel tentativo di ¨rivendicare¨ tali problematiche, sfruttando questo capitale culturale originale per le proprie installazioni, esposizioni, performance, contribuendo a far sì che persino la denuncia si commercializzi e che lo sguardo colonizzatore occidentale continui. E così oggi più che mai bisogna essere profondamente critici quando si osserva la produzione d’arte contemporanea e quando si visita un’esposizione. L’Invention Du Savage è sicuramente una mostra che provoca dibattito e conflitto, sia a livello storicistico che concettuale, e colpisce chiunque la visiti. Questa esposizione mostra, con diversi mezzi, il modo in cui il concetto di ¨selvaggio¨ si è adattato alla mentalità europea, partendo da una curiosità verso l’esotico e il diverso che rivela la vera natura del razzismo e della discriminazione passata e presente. La mostra analizza anche la presa di distanza verso il freak, le differenze di genere, religione e valutazione estetica del corpo. Indubbiamente si tratta di un evento che non puoi tralasciare durante la tua prossima visita a Parigi. Per maggiori informazioni fai click nella pagina web ufficiale del Museo Du Quai Branqly: http://www.quaibranly.fr/
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