Étienne-Martin: Omaggio del Pompidou ad uno scultore enigmatico
Nato a Loriol, Etienne Martin (1913-1995) è uno degli scultori fondamentali dell’arte francese contemporanea. Membro della scuola di Belle Arti di Lione, arrivò a Parigi nel 1934, iniziando a lavorare nello studio di Charlese Malfray all’Accademia Ranson, dove fece amicizia con i pittori Roger Bissiére, Jean Le Moal, Jean Bertholle, Alfred Manessier, Zelman, Pagava Vera e lo scultore François Stahly. Insieme a loro formò il gruppo “Témoignage”. Nella capitale francese realizzò anche le sue prime mostre individuali.

Negli anni 50, iniziò a lavorare alla serie Demeures (Residenze) per la quale fu premiato, nel 1966, alla 33a Biennale di Venezia, riconoscimento che lo consacrò come uno dei principali scultori della sua epoca.
Étienne-Martin fu per venti anni professore presso la École Nationale Superieure des Beaux-Arts di Parigi e fu proprio durante questi anni che ricevette uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito dell’arte francese, quello dell’Accademia di Belle Arti di Francia. Nel 1972, il famoso curatore Harald Szeeman incluse le sue opere nella selezione che fece per la serie « Mythologies individuelles » (Mitologie individuali), esposta al Documenta 5 a Kassel.
La mostra del Centro Pompidou ospita 15 delle principali sculture dell’artista, appartenenti alla collezione del centro, alla quale si aggiungono una serie di disegni che si rifanno alla sua infanzia nella città natale Loriol. Lo stesso Martín affermò che, spesso, per le sue opere trasse ispirazione proprio da questo ambiente e, in generale, dalle esperienze vissute.
Sarà inoltre esposta una selezione di documenti inediti appartenenti al Museo d’Arte Moderna della città di Parigi e alcune fotografie del suo leggendario atelier della Rue Pot de Fer: un vero e proprio viaggio attraverso l’opera di Étienne Martin.
Dagli anni 60 fu identificato con le sue “Demeures”, particolari sculture- abitazioni, ideate per essere visitate ed “esplorate” dall’immaginazione dello spettatore. L’idea era quella di fare delle sue opere uno spazio partecipativo.
Una delle sue opere più conosciute è “Mantenau” (Il cappotto, 1962), la prima scultura in stoffa della storia dell’arte moderna e che potrà essere ammirata da chi passerà le vacanze negli appartamenti a Parigi.
Il Centro Pompidou conserva anche altre opere fondamentali dello scultore, come per esempio, La Nuit ouverante (1945-1955), Le Grand Couple (1946), Passementeries (1949), Le Manteau (1962), Le Mur-Miroir (1979), oltre ad un’importante collezione di disegni, già menzionati.
Una recente donazione ha arricchito ancora di più questo fondo con tre nuove sculture, tra le quali c’è anche la sorprendente Dessin fil de fer del 1960, Le Mur-Verseau del 1982-1983 e una delle sue ultime creazioni, L’Ancre (1995).
Étienne-Martin fu, fino alla sua morte (1995), una figura appartata dal mondo dell’arte parigina. Era un uomo enigmatico, al quale il Centro Pompidou dedica adesso una mostra, aperta fino al 13 settembre.













